BONUS

-DIDASCALIE FOTO
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È di Pascal l’idea del disegno applicato alla fotografia; a lui debbo il concetto di «Story Bord». Pascal ha abitato dieci anni davanti al n. 22 della Rue du Commerce, difronte al chiosco dei tabacchi e dei giornali. Una sera fu preso, pestato e pregato di andarsene altrove. È morto un anno dopo, malato, tra le braccia di un pompiere.

Il giorno del funerale tutti gli abitanti del quartiere si sono riuniti spontaneamente davanti allo spiazzo ch’era casa sua, per esprimere le proprie condoglianze ad una madre che aveva appena ritrovato suo figlio, solo per seppellirlo. Tutti le testimoniarono quanto gli fossero riconoscenti: era Pascal a consolarli, a consigliare i ragazzi prima degli esami, a contribuire al rispetto della non violenza nella stada. Per molti di loro, la sua parola era stato un balsamo, capace di migliorare la propria vita. Grazie vecchio mio… Grande sapiente, conoscitore dell’anima umana, a te dedico la mia carriera.

2. Atto civico-mediatico d’una raccolta magica

Didier è stato il miglior amico di Pascal. Oggi lo chiamano «Signor Sindaco». A volte, d’estate, sui bordi della Loira, ufficializza i ‘matrimoni’ di strada. Nel 2006 la stampa francese ha reso testimonianza di un suo straordinario gesto di generosità: la raccolta di 7 Kg. di monetine per un’operazione umanitaria nazionale.

Diceva ai passanti: «Quella più piccola è per i bambini degli ospedali di Francia, l’altra per me». Nel 2008, per la stessa operazione umanitaria, ha aumentato il raccolto: ben 27 Kg! Ma si tratta di un’altra storia, di un altro «Story bord de vie».

Ai miei occhi Didier rappresenta tutti i volontari di strada; lui, si definisce semplicemente neo-punk.

3. E se aspetto un bambino?/h2> Ecco il dubbio di queste due ragazze. Carotte e la sua amica, che ha desiderato conservare l’anonimato, si interrogano sulla maternità vissuta nella strada. La realtà di Carotte sono gli orfanotrofi: forse sua madre l’ha abbandonata perché anche lei viveva sulla strada… Carotte capisce sua madre, e per evitare di entrare nello stesso circolo vizioso, ha deciso di riversare tutto il suo istinto materno nei suoi amici a quattro zampe. La sua amica invece ha appena partorito un maschietto. Una buona ragione e un piccolo aiuto per non essere più in strada, a condizione di accettarne gli obblighi.

4. Stato di altitudine: 12.6° - rifugio alla lavanderia automatica

Mousse è un ragazzotto gentile, abituato alle cime d’uno stato d’ebbrezza permanente. Fedele al suo angolo di marciapiede, si diverte con tutto e con niente, guardando la vita degli altri passargli davanti. Ma deve portare dentro sé tanta tristezza… lo sento. Forse, beve per dimenticare che beve.

Casa sua è la lavanderia automatica difronte al marciapiede che, in più, è a chiusura e apertura automatica! Formidabile: non vi ubriaca con tanti discorsi, e non vi sbatte mai fuori quando nevica.

5. Media a stendere!

Cosa posso fare per scuotere l’opinione pubblica dal torpore che ci circonda? Oramai ci interessano solo gli scandali, o quel che ci diverte e ci impietosisce. Difficile trovare il tono giusto per parlare di dignità di esistere… Poi un giorno ho visto «La vita è bella» di Roberto Benigni.

Allora ho capito cosa potevo fare con l’idea di Pascal, tutto il potenziale che c’era dentro… Ma sì, era proprio questo ciò che cercavo!… Per essere presi sul serio bisogna saper far ridere, perché solo la risata ha il potere di rivelare con dignità le situazioni più difficili da guardare negli occhi. Grazie Monsieur Benigni! Possano i mie due volonterosi SDF, stesi ad asciugare come due vecchi calzini, diventare i simboli di una polemica benefica che attendo, fedele al mio posto di guardia, a piè fermo.

6. Sconosciuto, come centomila altri ancora, solo in Francia

In vacanza nel Sud della Francia… C’era del fumo ai piedi di un lampione: doveva essere mezzanotte, deve aver notato la mia macchina fotografica… Evidentemente, non aspettava altro: ch’esser fotografato. Quando accettai ne fu fiero. Mi raccontò d’esser partito vent’anni prima dalla Germania, per giungere infine a Perpignan, a piedi, col suo cane, e sceglierla come dimora momentanea. Non conosco il suo nome: è lo sconosciuto che ha trascorso con me cinque minuti della mia e della sua vita. Non sa cosa ho fatto del suo viso, ma non lo considero un furto: me lo chiese. Forse gli sarebbe piaciuto divenire l’icona di tutti gli uomini e di tutte le donne di cui non immaginiamo nemmeno l’esistenza, ma che vivono da qualche parte in Europa, seduti su un pezzo di marciapiede, a guardarci passare e continuare la nostra vita di publico.

7. Senza Divenir Fix… non mi avranno mai !

Se vuoi far colazione, la mattina devi andare dietro la stazione. È la prima tappa del mattino, ma il cibo è gratuito, e caldo. Poi attraversi la città, da una parte all’altra, direzione la Croce Rossa, giusto per cercare degli abiti puliti, per poi scendere a sud: è lì che ti aspetta l’iscrizione sulle liste per l’alloggio serale. E così via, ogni giorno in cammino. A conti fatti, SDF è una vita da maratoneta. Tranne per Jêrome, podista della domenica con leggera tendenza a prendere in prestito – l’avviso non è richiesto – le biciclette altrui. Gégé, la tua bici cambia colore ogni giorno! Jêrome è un militante: innanzitutto milita, da tempo, per lui, e siccome nessuno gli ha mai dato retta, ha voltato la spalle al CAT (Centre d’Aide par le Travail, struttura di inserzione tramite il lavoro per persone affette da handicap), e la strada è divenuta il suo maestro di vita. Dieci anni on the road, e voilà un ragazzo handicappato mentale non grave, completamente autonomo. Ha persino un appartamento, dove abita ogni tanto, perché Monsieur preferisce la strada. Adesso Jêrome è un Senza Divenir Fix professionista e militante: potete vederlo alla testa d’ogni corteo e d’ogni manifestazione cittadina, un grande cuore sempre commosso nel sentirsi al servizio d’una giusta causa…

8. La mia domanda d’assistenza sociale s’è persa… governo ladro!

Michel sono 75 domande di assistenza sociale in 75 città diverse!!! In Francia, a cinquant’anni, senza lavoro, celibe e senza figli a carico, non sei prioritario, perchè ci sono troppi giovani che aspettano, prima di te. Allora Michel si organizza come può… e a volte finisce tra i cartoni da qualche parte nei pressi della stazione; altre, più fortunato, in qualche camera d’hotel grazie al suo harem d’assistenza sociale. Però bisogna ammetterlo: Michel è gentile, e allora tutti quelli che incrociano il suo cammino tendono a fare uno sforzo in più…

Un giorno del 2006 mi ha raccontato il suo sogno: «Andare a Parigi e piantare la tenda ai piedi della Torre Eiffel per obbligare il sindaco a dargli un alloggio». Nel 2007 mi ha chiamato: una telefonata di qualche secondo, giusto per dirmi di accendere la TV… E là chi ti vedo?! Michel e duecento amici suoi piantare le tende lungo i bordi del Canal Saint-Martin! Grande Michel!!!

9. Quanto al chilo?

Jean Bernard, ma chi sei in realtà? Un ragazzo ai limiti dell’isteria depressiva… Sembrava nascondere un segreto, qualcosa di irrisolto nel suo passato, da custodire nonostante tutto, senza dir nulla a nessuno.

Quando gli chiesi di posare per me, cominciò con questa posizione. La sua attitudine era quasi fetale. Poi, mano a mano che scattavo, si spogliò sino a fare dei salti pericolosi davanti all’obbiettivo. Era sempre presente a tutti gli incontri, insistendo perchè lo riprendessi, incessantemente; il suo bisogno d’esser riconosciuto era inesauribile, voleva vedere tutte le istantanee senza fermarsi mai. Una volta mi chiese quanto costa la vita di un uomo. Ebbe allora un’idea, per ridurre la disuguaglianza del valore della vita tra gli uomini di questa terra: un tanto al chilo!

10. «Magna magna» : cronaca repubblicana, cronaca quotidiana

Voici l'histoire de Raymond SDF et de Hervé ministre de l'économie en 2005. Raymond partage la chambre de 9m2 d'un foyer d'urgence avec un autre SDF. Hervé Habite avec sa femme et ces huit enfants un appartement de 600 m2 en plein centre de Paris pour la modique somme de 14 400 euros par mois. Ces deux hommes avaient un point commun consternant: leurs hébergements furent payés par l'état !

Alors, un quotidien s'est chargé de dénoncer les privilèges d'Hervé, lequel démissionna, déménagea très très vite et fini par rembourser plus de 58 000 euros de loyer !!! Raymond resta à la rue quelques mois de plus, avant de trouver une solution … enfin je lui souhaite. Messieux les politiques même les gens comme Raymond peuvent voter !

11. Vita spericolata

Il cielo è rosso sangue, due preservativi proteggono la cattedrale. L’AIDS si fa beffe del caso, dell’ebbrezza delle notti e dell’amore comprato per quindici minuti dietro un banco. Nella strada non si scommettono solo soldi. Fortunatamente, San Martino troneggiante sulla basilica protegge la madre e il fanciullo. Al gabbiano che ride non importa nulla delle brava gente che vorrebbe salvare dalle acque un povero bambino della città appeso al filo della vita.

12. Vedi Napoli e poi… vivi !

David s'amuse à vivre autrement. Il voudrait ballader son sourire jusqu'au bout du monde. Il serait même partant pour aller sur Mars avec une escale sur la lune. Du coup, il a bien essayé une ou deux fois de s'installer en ville... mais pas moyen! D abord il s'ennuie puis très vite, fini par plonger avec les vieux pottos du trottoir, dans des histoires qui ne lui ressemblent pas.

Alors avant de franchir la ligne rouge de l'incorrection civique, il se dit que c'est l'heure de foutre le camp direction un campement de tipi, pour une vie plus alternative. Son truc c'est la fabrication de bijoux en fibre de noix de coco. Curieux de voir le monde, il cherche juste, un vrais sens à sa vie et + si affinité.

13. «Adrenaline land», una vita d’illusioni

E che cazzo, pula di meeerda, lasciatemi stare, mica sono ubriaco, son solo triste… il mio cane è morto… rottura d’aneurisma… e non ha mai bevuto un goccio né fumato una cicca in vita sua!!! Vabbé… esistono anche gli altri, e allora?! Nessun sostituirà mai il mio Ratatac! Anche se Kebab e Mocassin son davvero forti. Non dimenticherò mai la mia adolescenza punk: il gruppo di amici, il ritrovo sull’isola in mezzo al fiume, in giro come accattoni, a chieder la carità; le ore fatte di niente, i concertini improvvisati a colpi di djembe all’una del mattino sotto il Pont Wilson. Non so se diventerò vecchio, ma una cosa posso dirtela amico: io e Julie, noi sì che siam stati giovani!

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